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October 20 Dubbi Crescono i dubbi...in ogni cosa. Ed è confortante sapere che anche terzi percepiscono la mia mente come "complessa". Più che complessa, io la definirei contorta. E il problema più grande è che non riesco mai a fermarla quando si perde in peregrinazioni senza meta o fine. E' qualcosa di micidiale. Quello non è divertirsi, ma imporsi a tutti i costi un interruzione dei propri pensieri logici-razionali. Frase che non posso spiegare, ma attinente. O meglio: vorrei spiegarla, ma il buon costume mi impedisce di farlo. Nel frattempo, mi sto perdendo amabilmente ne "Il ritratto di Dorian Gray". E' il mio primo Wilde, anche se da tempo ammiro questo scrittore. E' complesso, molto complesso. Ma così meraviglioso. Tocca corde profondissime. Riesce ad essere profondo nel trattare la più infima delle quisquilie. Meraviglioso Sto diventando sempre più melensa. Che schifo. Ultimo mio articolo, apparso su "Il Tempo" del 16/10/09. Combattiamo questo sistema corrotto. October 06 Kings and Queens - Mars is back! Fremo. Tremo. Ho le mani gelate. Indescrivibile. Indescrivibile. Le emozioni che sto provando dalle 16.45 di questo pomeriggio...non potrei descriverle neppure usando l'intero vocabolario della crusca. Andiamo per ordine. Ore 16.15: faccio una pausa dallo studio ed entro su Twitter con il mio amato ( cellulare ). E li leggo un nuovo post di Shannon: Suoneremo Kings and Queens su Kroq tra dieci minuti. Panico. Sclero. Li aspettavo per le 17 su 97x! Corro al pc, mi sintonizzo, e mi metto in attesa. Alle 16.30 sento le loro voci - parte l'intervista. Jared sproloquia come al solito - logorroico! -...tira in ballo perfino Shakira - ma in realtà era Ricky Martin...ahahah. Pubblicità. Rientrano in studio...due chiacchiere...e...si parte. Sono le 16.45. Nei cinque minuti che verranno, proverò una specie di esplosione/estasi, lasciandomi trasportare anima e corpo dalla melodia e dalla voce di Jared che fluttua, vola. Archi, cori, piano...non capisco più nulla. Sento solo brividi, e le lacrime agli occhi. Sono tornati. Sono tornati. Dopo quattro anni. Dopo quattro anni che li ascolto, tutti i giorni, senza eccezioni, mi ritrovo davanti ad un nuovo capolavoro. Mi sono sentita sul serio qualcosa esplodere dentro. E' come se all'improvviso avessi ripreso vita. J direbbe "Chiamata alle armi". Forse è questo. Non lo so...ma si sa che per me i Mars sono più che una band. Sono una parte di me. Scoprirò poi - poco fa, in effetti -, dal sito ufficiale - su cui hanno uppato la canzone -, che J probabilmente voleva sul serio farci "volare": la canzone inizia con il grido di un falco ( non ricordavo fosse proprio questa, e in radio l'hanno tagliata ). Sapete quanto sia importante per me questo animale. Non lo sapete in effetti...ma è così. Solo quell'istante mi fa amare la canzone. Aggiungeteci tutto il resto. Kings And Queens Into the night Desperate and broken The sound of a fight Father has spoken We were the Kings and Queens of apromise We were the phantoms of ourselves Maybe the Children of a Lesser God Between Heaven and Hell Heaven and Hell Into your lives Hopeless and Taken We stole our new lives Through blood and pain In defense of our dreams In defense of our dreams We were the Kings and Queens of a promise We were the Phantoms of ourselves Maybe the Children of a Lesser God Between Heaven and Hell Heaven and Hell The age of man is over A darkness comes and all These lessons that we've learnt here Have only just begun We were the Kings and Queens of apromise We were the Phantoms of ourselves Maybe the Children of a Lesser God Between Heaven and Hell We are the Kings We are the Queens We are the Kings We are the Queens Credits to www.thirtysecondstomars.it September 28 About the last weekend Per una volta, per una dannatissima volta, ho passato un weekend diverso. Yeee! E' stato stancante, doloroso ( le mie vesciche ne sono una prova ù.ù )...e anche traumatizzante a tratti ( tutte le ochette pro-Tokio al Coca Cola, più le botte prese dalla Bagasha - che aveva promesso di non picchiarmi più! Brutta Bagasha!!! >.< -...:\ )...ma è stato bello. Ci sono state anche delle incomprensioni, uno scazzo serio, ancora incomprensioni...però sono stata benissimo in fondo, e mi sono divertita. Se la metro avesse funzionato sabato, e tutto fosse filato come sarebbe dovuto, mi sarei divertita ancora di più...ma come al solito, le cose non vanno mai dritte come si spera - e come dovrebbero. September 17 DisgustataI thought you were different... Sono profondamente e sinceramente disgustata. Ho creduto che fosse diverso. Mi sono illusa così profondamente che lo fosse. Era tutto troppo bello, una cosa che non mi era mai capitata...e mi sentivo al settimo cielo, ero felice...ed invece...si è trattata sempre e solo della stessa medesima merda. Sei come tutti gli altri. Mi hai preso per il culo per UN ANNO con le tue belle parole, io ci ho creduto - povera cretina che non sono altro...per avere cosa? NIENTE. Lo intuii da tempo che le cose non sarebbero finite bene, eppure, tutto sommato, sembrava che in apparenza tenessero duro, tra una cosa e l'altra. Poi c'è stata quella bella pugnalata che mi sono ritrovata nella schiena, che ho fatto finta di dimenticare. Ma non l'ho dimenticata. Dovevo capirlo...quello era solo l'inizio. Tutto stava precipitando, ed io come al solito ho cercato di rimettere ogni pezzo al suo posto, ingoiando giù tutto il rancore. Hai incominciato a sparire...sempre di più, sempre di più. Credi non me ne sia accorta?! Una settimana...due...Per tornare sempre con le stesse stupide ( e a volte inconcepibili ) scuse. Capito l'andazzo, ho buttato tutto nel "trita pensieri", cercando di iniziare a dimenticare. In parte ci sono riuscita. Però è inevitabile non ritornare con la mente a tutte quelle splendide e vuote parole. E allora, quando questo mi capita, com'è successo oggi, mi prende una rabbia non indifferente - che provo ad ingoiare, ma proprio non ci riesco. Cerco di concentrarmi su cose che mi fanno stare bene, ma non ci riesco. E allora, la tentazione di stuzzicarti oggi, ha prevalso. E tu continui a mascherarti dietro ad un muro di silenzio. COMPLIMENTI. MI DISGUSTI. Molto più degli altri, perché hai fatto molto peggio. Se queste erano le tue intenzioni, potevi evitare di dire tutto quel mucchio di stronzate, potevi evitare la recita. Avresti risparmiato tempo. Ma suppongo che a te non freghi niente. La tua persona è quella che conta di più. Lo è sempre stato. Io ascoltavo volentieri, ma il tuo narcisismo è impressionante. E anche questa volta entrerà in gioco. Oppure te ne uscirai con qualche altra stupida scusa. A questo punto, se tutto deve andare a puttane, ce lo faccio andare per bene io. E se così non fosse, se imbastisci qualche scusa, non ti crederò di certo. FAI SCHIFO. September 14 Conclusioni E anche quest'estate è andata. Ebbene sì, ecco uno stupido ed insulso post su quel che è stato e quel che sarà. Bilancio approssimativo di quest'estate? Più che soddisfacente. Anzi! E' stata la prima estate decente degli ultimi 4 anni. Figuratevi un po'. Di guai ( ed ospedali ) ne ho visti molto pochi, e già questo le fa guadagnare molti punti. E' stata la mia ultima estate da minorenne...la mia ultima estate in cui ho potuto godere del lusso di non fare nulla per 3 mesi. L'anno prossimo fino ai primi di luglio sarò impegnata con gli esami...poi, dopo una breve vacanza, giù con lo studio per il test d'ammissione a medicina. Sarà un'estate dura. Ma ugualmente meravigliosa, perché rappresenta un traguardo per me. Tornando a quest'estate...dicevo...non mi posso lamentare. Avrei voluto fare cose che ancora non mi sono concesse...avrei voluto evitare di marcire tutte le sere precocemente a letto, senza nulla da fare. Se non fosse stato per il mio iPhone che mi ha salvata, non so proprio come avrei fatto. Riguardo le vacanze...be'...c'è stata quella a Livorno, il corso di vela, che con il senno di poi sta guadagnando il riconoscimento che si merita. E' stata realmente una vacanza fuori dal comune, che mi ha permesso di entrare in contatto con un mondo "alternativo" che, lo confesso, un po' mi affascina. E' stata una vacanza...diversa. Mi ha permesso di tornare a mettere i piedi dentro una barca, e questo è bellissimo. Non c'è cosa più bella per me dell'andare per mare...del sentire sotto le tue mani il controllo di uno scafo...della "lotta" che c'è tra te, il vento e il mare. E' qualcosa di impagabile e stupendo, realmente. La vita, lì all'accademia, è stata dura...sì. Però è un qualcosa che ti forma. Anche se il tutto è durato solo 10 giorni ( che visti da dentro sono un'infinità )...credo realmente che quell'esperienza abbia lasciato una traccia profonda nel mio Io, soprattutto per quanto riguarda il modo di affrontare problemi e difficoltà. Ha rinforzato in me la determinazione...la coscienza di rispondere per le proprie azioni...il saper accontentarsi...e soprattutto, ha infuso in me l'idea che a qualsiasi cosa esiste un limite, persino al peggio. E poi...poi c'è stata la mia amatissima Londra - anch'ella che mi regala sempre qualcosa di impagabile. Non c'è cosa più bella dell'andare per mare...e di calpestare il suolo londinese! Se mi chiedeste perché amo così profondamente quella città, vi darei 100 risposte e nessuna. Non c'è un motivo univoco. E' un insieme di cose. Probabilmente è qualcosa di irrazionale, come ogni sentimento travolgente che ci riguarda. La razionalità gioca sempre una parte minore. Il poter mollare tutto alla volta di Londra continua ad essere un mio sogno...e probabilmente lo rimarrà fin quando non gli darò spazio! ^^ Io a Londra...sono serena...sono sciolta...non curante...sono un'altra persona. E non è un discorso di "vacanza"...quella di quest'anno, nella sostanza è stata il doppione di quella dell'anno scorso: sapevo a cosa andavo in contro. Il fattore novità era relativo. Eppure il risultato non cambia. Prendiamo Firenze, per dire...città che ammiro...città in cui sono stata più e più volte - ma mai, complessivamente, un mese intero come sono stata a Londra. Ecco...non suscita su di me lo stesso effetto. E' diverso. Concludendo la mia dichiarazione d'amore per Londra...la vacanza di quest'anno lì è stata veramente fantastica. Anche questa, diversa rispetto a quella dell'anno scorso. Molto diversa. Ma stupenda. ( Di più o di meno??? Prima o poi ve lo dirò! xD ) Ho incontrato ( o ritrovato ) persone speciali, che come a mio solito non dimenticherò. Non so se da parte loro c'è la stessa disponibilità...lo spero. Anche se lo scetticismo rimane ( no, questo Livorno non me l'ha tolto ). Il tempo e lo spazio, oltre ad essere due concetti triti e ritriti in filosofia, logorano. Distruggono ogni cosa, senza pietà. L'ho provato sulla mia pelle...non c'è modo di resistergli, temo. O meglio: c'è se veramente e profondamente desideri che tutto non vada a puttane. Ma alla prima distrazione...è finita. Non bisogna dar spazio a questi due mostri, no. E quindi...staremo a vedere. Sono fiduciosa...anche se...scettica. xD E questo è quanto. Domani inizierò un nuovo anno scolastico...l'ultimo. Siamo arrivati a capolinea, dopo 13 anni. Dopo di che, si scende e si cambia treno. Domani sarà il mio ultimo primo giorno di scuola. E così ogni giorno che verrà...sarà l'ultimo che trascorro all'interno di una scuola. Ci sarà un ultimo 12 ottobre, 13 novembre...ogni data si imprimerà sulla mia pelle per l'ultima volta, all'interno di un edificio scolastico. E devo dire...meno male. Sono stufa. Ho bisogno di cambiare aria. Come al mio solito. Io non sono un tipo sedentario xD. Più cose nuove vedo, più esperienze accumulo, più persone conosco...e meglio sto. Sempre per il principio "non ti attaccare troppo a qualcosa/qualcuno" ( a parte Londra xD ). Anche quest'anno, l'impegno che metterò in ciò che farò sarà massimo. Sempre per la solita promessa, sempre per il solito motivo. Niente se e niente ma. This is my mission. September 10 "Il rosso e il nero" - Stendhal Meraviglioso affresco della vita di un giovane ambizioso in cui c'è un po' di ognuno di noi...un giovane capace di mettere in discussione sé stesso e i propri sogni, sacrificandoli per un sentimento che SE è mai esistito, va collocato unicamente all'interno del periodo da lui caratterizzato: un amore puro, passionale, fisico e spirituale. Per la sua amata, il giovane Julien non teme convenzioni o il baratro economico-sociale che intercorre tra lui, povero figlio di un contadino, e una ricca ereditiera abituata ad essere servita e riverita. Andare contro un marito-datore di lavoro non spaventa Julien; andare contro la religione non spaventa Julien; andare contro la "pubblica opinione" non spaventa Julien. 600 pagine scorrevolissime che, grazie all'abilità di Stendhal, ci permettono di seguire da vicinissimo la vita di un piccolo-grande amante/filosofo. Un uomo capace di mettersi in discussione per il sentimento che lo possiede e di morire sereno perché conscio di essere amato e di amare la persona giusta. Perdersi in questo libro è di una facilità estrema, ed impossibile - persino per una cinica disincantata come la sottoscritta...in un "ammelensimento" progressivo e non voluto - non lasciarsi incantare da un sentimento così puro che forse mai conosceremo. "La noia della vita matrimoniale fa morire sicuramente l'amore, quando l'amore ha preceduto il matrimonio".
"L'amore di testa ha certo più spirito dell'amore autentico, ma ha solo qualche istante di entusiasmo; ha troppa coscienza di sé, si giudica continuamente; lungi dal confondere la ragione, si costruisce sul pensiero" "L'idea del suicidio gli si presentò più volte. Ed era qualcosa di molto seducente, come un dolcissimo riposo. Era il bicchiere d'acqua gelata offerto allo sventurato che, nel deserto, muore di sete e di caldo" "Un'aria triste non è mai di buon gusto; ci vuole un'aria annoiata. Se siete triste, c'è qualcosa che vi manca, qualcosa che non vi è riuscito. Il che vuol dire mostrarsi inferiore. Se invece siete annoiato, è inferiore chi ha inutilmente cercato di piacervi" "Ricordatevi il maggior principio del vostro secolo: siate il contrario di quello che gli altri si aspettano di voi" "No. L'uomo non può firdarsi dell'uomo". September 04 E già...On me dit que nos vies ne valent pas grand chose, Elles passent en un instant comme fanent les roses. On me dit que le temps qui glisse est un salaud que de nos chagrins il s'en fait des manteaux pourtant quelqu'un m'a dit... August 25 4 anni di Marta's Space!!!![]() 4 anni di Marta's Space!!!! Incredibile! Questo gingillino ha già quattro anni. Significa che 4 anni della mia vita sono all'incirca contenuti in queste pagine. Quattro anni di gioie ( poche ) e dolori ( tanti tanti )...sono veramente tanti! E' vero...ormai scrivo non molto qua sopra...ma il mio blog è rimasto comunque un punto di riferimento per me; una valvola di sfogo. E non mi importa se nessuno passa mai di qui, se le mie parole rimangono sospese nel nulla, versate su questa pagina e mai bevute da nessuno. Io scrivo per me. Meglio sospese qua sopra, che intasate nel mio stomaco e nella mia mente... Ed intanto... Intanto chi non muore si rivede. Buhahah. Nella mia vita la gente sparisce, io mi arrabbio e fatico per dimenticarla...e quando finalmente ci riesco...ricompare. E' molto strana questa cosa. Il risultato è che poi io sono di una diffidenza immane, nonché molto molto distaccata. La mia mente non ha un "cestino". Quando clicco sul tasto "canc", la cosa è definitiva. Ci metto un po' a "depurarmi", ma sto migliorando. E poi...? Staremo a vedere...io non ci casco più come una pera cotta! Ed intanto... Intanto resto aggrappata all'aria polverosa che mi circonda. Il che non è possibile, ed è per questo che mi sembra di cadere. Le domande son sempre le stesse; la disputa fondamentale è su dove stia il problema. Sono sempre io che sbaglio, che ci vedo male...o mi si induce a vedere distortamente, con il senno di poi? Io sono segretamente convinta di non sbagliare, in questo caso. Probabilmente ognuno "depura" in modo differente...magari anche distorcendo le proprie idee in modo da assumere un atteggiamento differente nei confronti della realtà. August 22 La sanità mentale è molto più che assenza di disturbi mentali- Un senso di auto sufficienza, auto stima, considerazione di sé - La capacità di riporre la propria fiducia nel prossimo - La capacità di dare e ricevere affetto, amicizia ed amore - La capacità di stabilire legami duraturi - La capacità di provare emozioni profonde - La capacità di perdonare e perdonarsi - La capacità di giudicarsi e considerare anche dei possibili cambiamenti - La capacità di imparare dall'esperienza - La capacità di tollerare le incertezze e di correre dei rischi - La capacità di sognare ed usare la fantasia ( tratto dall' "Oxford Handbook of Psychiatry" ). ... Siete così sicuri di essere "normali"?
Io meno di prima. August 18 Grigie riflessioniHo paura. Di aggrapparmi al nulla, e quindi di precipitare inesorabilmente. Ho un disperato bisogno di qualcosa che mi tenga su, a galla. Cerco, cerco, ma sembro non trovarlo. Parole grosse? No. Parole che gridano basta. Parole che implorano un qualche tipo di stabilità e sicurezza. Almeno apparente. Raramente mi sono sentita così vuota e triste. Ho intravisto un ennesimo spigolo...ma lo sento scivolare via sotto le mie mani, scottandomele e rovinandomele come se avessi scambiato l'acido con il miele. August 16 Tornata... E rieccomi qui. Non uso le parole "rieccomi a casa", perché continuo ad essere convinta che la mia vera casa sia Londra. Se dentro di me c'era il vago timore che tornare di nuovo in questa magnifica città potesse annoiarmi, e quindi affievolire il sentimento che io provo per La Città...mi sbagliavo di grosso. Continuo ad amare questa città, sempre di più. A gambe levate ci andrei, se potessi. Amo la sua architettura...amo i suoi tramonti...amo la sua cultura...amo la sua libertà...amo i suoi colori....amo la sua multiculturalità...amo i suoi suoni....amo la sua gente.... Al di là di questo, al di là della città che prima o poi diverrà la mia patria - me lo sento >.< -...questa vacanza è stata davvero speciale. Ve l'ho detto...eravamo solo 6...ed io temevo fortemente di trovarmi male...di tirare avanti per 15 giorni "sopportando", invece che godendomi la vacanza a pieno. Temevo il confronto con quella dell'anno scorso...ed invece. Invece è stata una vacanza stupenda, indimenticabile, molto diversa dalla precedente, ma fantastica... Le risate che mi sono fatta sono indimenticabili. Le cazzate di Mary assolutamente storiche. Le balle di fieno generate dalle sue parole stanno probabilmente investendo decine di vittime. xD E poi ci sono le mie due bagasce...persone decisamente grandi. Il mio piccolo mozzo, Giulia....quanto mi ha fatto ridere...xD....bastava la sua risata a mettermi di buon umore! E i suoi gesti ambigui per cacciare le api? xD E poi c'è l'assaltatore Elena, che nonostante mi abbia odiata ( =D ), insultata, picchiata e bistrattata...<.<....le voglio un sacco di bene a questa vecchia bagascia! Ci sarebbe tanto da dire...ma io ancora devo riprendermi ( con i miei tempi, vi consiglio di ripassare verso marzo...). Devo ancora rendermi conto che questa parentesi di 15 giorni meravigliosi si è appena conclusa, e la bolla di felicità che mi avvolgeva - come il ragno palombaro, vero Mary? - è appena esplosa. La mia vita fa schifo. Questi 15 giorni sono stati bellissimi. Ergo: continuerò ad andare avanti per un po' alimentandomi dei ricordi di questi giorni. In quanto alle bagasce, spero che non vada tutto a puttane. La vedo dura....inizio ad essere sfiduciata anche su questo punto, purtroppo...ma io come al solito ci metterò tutto l'impegno del caso per evitarlo. In fondo 3 di noi sono di Roma...e Pistoia non è in culo al mondo. Ce la possiamo fare a non mandare tutto a puttane. U.U ![]() ![]() August 07 In LondonNon ho molto tempo ne voglia ( perdonate la scrittura priva di accenti, ma le tastiere inglesi ne sono prive! )...ma vi scrivo da Londra! Questa citta e' sempre meravigliosa... non smette mai di stupirmi. Continuo a pensare che se ne avessi la possibilita, mi ci trasferirei ad occhi chiusi. E' veramente un altro mondo in confronto all'Italia. ( Vi dico solo che in metro pubblicizzano l'inseminazione artificiale quasi come fosse una merendina...in Italia solo parlarne e' qualcosa di scabroso! ). Le lezioni sono un po' pallose....piu del solito devo dire. Ho ritrovato la fuhrer, con il suo mitico gamberetto...ma lei non e la mia insegnante, purtroppo. In compenso si ricorda ancora di me....MITICA! Il mio gruppo e composto solo da 6 ragazze ( inclusa me ), con le quali mi sto divertendo da morire...tra cazzate, risate e non so cos'altro. E' troppo bello. Il primo giorno e' stato un po' dura...rivedere tutto da capo....con altre persone accanto...ma alla fine non e' stato cosi traumatico. Anche perche, non per essere cinici o sputare veleno anche da qui, su due messaggi mandati a due persone tecnicamente coinvolte in questa faccenda, non ho ottenuto uno straccio di risposta. E allora...me la godo cosi! Vi comunico che oggi ho fatto le foto con Brad, George, Angelina, Gandhi, Van Gogh, Picasso, Obama, la Regina, Diana, Wilde, Shakespeare, Enrico VIII, Johnny Depp, Keira Knightley, Elisabetta I....che bello! Come? Da Madame Tusseau! Ora taglio...altrimenti non la smetto piu di scrivere. Domani si va a Brighton....WAAAAA! Amo quella citta! ( Tanto per cambiare )...E' troppo supportosa...troppo bella....e troppo inspirante! ( Vedi la prima scena del racconto che mi e' valso 100 euro di buono libri al concorso letterario...e' ambientata proprio li! Domani mi fo una foto sul punto esatto! ). Domenica si va a Cambridge....ed intanto...una settimana e' gia volata! July 31 Domani...Londra!-1!!!! Ci siamo!!! Da quant'è che aspetto questo momento?!??! Finalmente domani si torna nella mia amata Londra...anche se solo per 15 giorni. Non vedo l'ora! L'ho ripetuto migliaia di volte...amo quella città, e ciò basta ed avanza. Uscita dall'aeroporto sarà dura la tentazione di baciare l'asfalto...xD Chissà come andrà a finire quest'anno... Sono elettrizzatissima! Come ho scritto l'anno scorso...è sempre bene non avere grandi aspettative. Per quanto riguarda il luogo, fondo le mie opinioni su delle basi certe, ma per tutto il resto, ad esempio per quanto riguarda il gruppo, ci vuole sangue freddo. Già è tanto però che ritroverò Mary Jo anche quest'anno! ^^ Vi saluto! Auguratemi buon divertimento e buona fortuna e...in bocca al suino! ![]() ( E' sempre lei, già. Ma l'anno scorso mi ha portato fortuna, regalandomi una vacanza spettacolare...quindi... ) July 30 Back from Florence Wei! Ieri, giorno della mia santificazione ( sic! ), sono stata a Firenze dalla mattina alla sera. Com'è andata? A parte il caldo pazzesco, difficilmente descrivibile...bene! Come al solito sono tornata con molti capelli in meno ( forse fin troppi, lo riconosco ) dopo una puntatina dal mio parrucchiere - il cui atelier ho scoperto essere molto supportoso, e questa cosa è bellissima! Ho avuto anche un piccolo diverbio con un disgraziato venditore di pellicce - non voluto da me, preciso -, a cui auguro, con un pizzico di crudeltà e molto sadismo, di fare la medesima fine degli animali che espone in vetrina. Bellissima la visita al museo de "La Specola", che consiglio. Al di là della parte zoologico-naturalistica, dove si ha la possibilità di apprezzare specie animali tra le più disparate ( dove sono andata in contemplazione di fronte ad esemplari di rapaci.... Per il resto...ora sono in crisi pre-partenza: quei momenti in cui sei elettrizzatissimo, ma al contempo spaventato da ciò che ti troverai davanti. Come sto imparando a mie spese, quindici giorni possono essere paradisiaci, come infernali! D'altro canto...il posto lo conosco già, e di sorprese potrò averne poche. La missione ufficiale che porterò avanti sarà quella di tenere alla larga il più possibile il suino...anche se fonti dirette mi dicono che l'allarmismo è tutto italiano. OT pazzesco: lo Space va talmente bene che già ci sono tentativi di imitazione xD July 25 Iphone mio *.* Ho finalmente un nuovo cellulare...e che cellulare! Un brplicanew Iphone *.* Che bello che è *.* E il fatto di poterci mettere tutte le applicazioni che mi garbano gratis...*.* ( ma proprio tutte tutte, eh! ) E' bellissimo *.* E poi, la cosa fantastica è che ovunque vi sia una connessione wi-fi, io mi posso agganciare e controllare FB o il MySpace ( che sto decisamente trascurando...)! Ancora maledico, tuttavia, quel disgraziato che mi ha rubato il telefono. Ci tenevo alle foto che avevo dentro, in particolar modo. Mancano 7 giorni alla mia partenza per Londra.....WAAAAH. Non sto più nella pelle. Mi manca quella città Rinnovo il mio appello a farmi avere i vostri numeri in qualche modo. Il mio è sempre quello! July 19 Tornata dalla vacanza più particolare della mia vita Venerdì scorso (...) sono tornata dal corso di vela all'Accademia Navale di Livorno, offerto gentilmente dalla Marina Militare e dal Governo (...). Che dire? E' stata una vacanza...diversa! E senz'altro un'esperienza unica. Il mondo militare costituisce un mondo a sé, con il quale difficilmente si ha contatto. Ancor più rare sono le occasioni di immergervisi interamente e vivere quasi come un militare. Inizialmente è stata dura, non lo nego. L'impatto con questo mondo alternativo è molto duro per un civile. Lì tutto è diverso. Hai dei tempi precisi, e li devi rispettare. Hai delle regole, e le devi rispettare. Hai dei superiori ( nel nostro caso gli istruttori...fantastici! ), e li devi rispettare. Senza eccezioni. L'ambiente può risultare austero, fin troppo rigido. Ma con il tempo ti ci abitui. Ti abitui al fatto di dormire con altre 29 persone, di condividere dei bagni con loro, di dover fare TUTTO con loro. Sei indipendente, ma in qualche modo dipendi da loro. Quella che abbiamo vissuto noi è una vita che si avvicina in qualche modo alla vita dell'allievo di prima classe...chiaramente presa più alla leggera! Prima del corso di vela - che mi ha permesso di migliorare molto, sia a livello teorico che pratico...affrontando delle condizioni di vento e mare non facili! ( :\ ) - è stato interessantissimo respirare quest'ambiente, conoscerlo più da vicino...e fare cose altrimenti impensabili....come visitare una nave-scuola da guerra, la San Giusto! E poi, bene o male, con il gruppo si crea una forte coesione, dovuta al fatto di dover condividere ogni secondo della giornata. E' stato veramente bello. Approcciarsi a qualcosa di nuovo e diverso è sempre bello. Si impara tantissimo. Scopri nuovi mondi che hanno un fascino incredibile. Una vacanza diversa, speciale...ed indimenticabile! Ah...se vi capita di vedere uno spot di queste vacanze in tv....ci sono anche io! Ci hanno ripreso - stile Grande Velista - una giornata per fare un documentario-pubblicitario. Comunicazione interna: Mi hanno rubato il cellulare a Livorno. Di conseguenza ho perso tutti i numeri July 06 Momentaneamente...arruolata! Da domani fino al 17 sarò a Livorno, per un corso di vela ( forse su delle navi con i controc... *.* ) gentilmente offerto dalla marina militare. La vedo dura. Non credo di essere preparata alla vita militare <.<'. Cominciamo con il dire che io il costume intero non me lo voglio mettere U.U. Non è tanto per il costume in sé ( ci son campata 8 anni con quel tipo di costume indosso! ). Il fatto è che io senza pantaloncini non mi muovo. E' scritto nei comandamenti di Marta. U.U. Uffa. Uffa. Uffa. Per non parlare della sveglia. Se ci trattano al pari di chi studia e vive lì...sveglia alle 6.25. o.O. Cioé...( ho il caffé solubile già nello zaino ). Ma passerà tutto in secondo piano. Datemi una distesa d'acqua, una barca, e sarò vostra. Finalmente c'è la possibilità che io impari a portare qualcosa che non sia una misera deriva da 4 posti! *.* E poi questo è il frutto di un anno di fatiche...mi ci vuole una vacanza! ( Se tra il 10 e il 13 avvistate a largo un incrociatore pericolosamente diretto verso una sede romana del Cts...sono io che mi accingo a radere al suolo l'ufficio suddetto causa annullamento vacanza a Londra U.U ) July 03 . Son secoli che non aggiorno. Ma la realtà è che non ne ho più voglia. Poche righe per dire che... All'Ielts ho ottenuto una media di 7.5, sufficientemente alta per un master ma non abbastanza per l'università in cui volevo andare, che chiede 7 in tutto. Io invece ho avuto 6.5 al writing, 8.5 al reading e al listening e un dannatissimo e ingiustificato 6 allo speaking. Fuck.. Ora non so se optare per l'Imperial College, ma andrà a finire che non se ne farà nulla. Ieri mi han comunicato che ho vinto un corso di vela a Livorno organizzato dalla Marina Militare. Parto martedì e torno il 14. Hate me, babies! June 22 Interferenze (pt. III)Interferenze (pt. III) Alle tredici in punto, una station wagon nera, guidata da un uomo con barba e capelli bianchi, fece il suo ingresso da dietro la curva. L’uomo guardandosi con circospezione attorno, rallentò, e poi con un’accelerazione svoltò rapidamente nella stradina che conduceva alla casa-fantasma. << Ci siamo >> sussurrò Max, sporgendosi in avanti. L’uomo spense la macchina di fronte all’abitazione, ma non uscì dall’abitacolo. Era evidente che stesse aspettando qualcuno. Anche se non ne avevano la certezza, tutti nella macchina di Julienne erano dell’opinione di avere davanti agli occhi il criminale. Dopo cinque minuti, un’altra macchina, questa volta un’utilitaria rossa, sbucò da dietro la curva. Guidata da un uomo calvo, tirò rapidamente dritto fino al vialetto della collina. L’uomo posteggiò dietro l’auto nera, e per qualche istante non successe nulla. Poi, l’uomo dai capelli e la barba bianca scese dall’auto, volgendosi all’indietro, aspettando che l’altro si decidesse ad uscire. Quest’ultimo fu molto più esitante, e ci volle più del prevedibile per vederlo in piedi, stagliato di fronte alla figura bassa dell’uomo dai capelli bianchi. Rimasero così, uno di fronte all’altro, probabilmente discutendo. Poi il possessore della station wagon si avvicinò all’altro e gli diede una spinta più energica di quanto ci si potesse immaginare da un uomo già in là con l’età. << Io vado >> disse Max, con la mano sulla portiera e gli occhi fissi sulla scena. << Fermo lì, tu! Non vi azzardate a muovervi di qui. Chiamate la polizia intanto >>. Julienne fu più rapida delle proteste di Isabelle e Max, e in un baleno fu fuori dalla macchina, diretta a passi svelti verso la cima della collina. Non appena il tipo con i capelli bianchi la vide, si voltò verso di lei, e l’altro fece lo stesso. Cercò di mantenere la calma, ma era evidente che non si sarebbe mai aspettato di vedere un’altra persona salire da quella stradina dissestata: la gamba tremante ne era una prova. << Si fermi! >> strillò Julienne con cattiveria, apparendo insensata visto che né uno né l’altro avevano mosso un muscolo. << Se ne vada >> le intimò il tizio dai capelli bianchi. << So perfettamente quale sono le sue intenzioni >>. << Chi è lei? >> chiese rabbiosamente. << Una che sa tutto del suo piano, e che sa anche che si serve di una qualche nuova tecnologia che non funziona, e che lascia dietro di sé una vistosa scia di emicranie >>. L’uomo strabuzzò gli occhi, pietrificandosi sul posto. Poi tornò in sé. << Se lei sa del mio piano, sa anche che di qui non ne uscirà viva? >> le chiese, spavaldo. Julienne lottò con tutta sé stessa per non perdere il contatto visivo. Sapeva che se avesse dato cenni di debolezza sarebbe stata persa. << Vedremo…>> sussurrò.
<< No, io adesso vado! >> borbottò Max, preparandosi nuovamente a scendere, dopo aver osservato per diversi minuti la statica scena di due uomini ed una donna, intenti a discutere di cose a lui non accessibili, con il rischio che ben due di loro sarebbero potuti essere uccisi da un momento all’altro. << Così di morti ne scapperanno tre. Stai fermo qui. Abbiamo già chiamato la polizia; dobbiamo solo aspettare >> lo ammonì Isabelle. << Ma tu non ti rendi conto! L’hai detto tu stessa: agirà al passare del treno. Manca poco ormai! >>. << Non possiamo fare nulla, Max. Julienne è stata fin troppo imprudente a scendere; di teste calde ne basta una sola >>.
<< Mi dica: di cosa si tratta? Lo sa che i suoi messaggi sono stati intercettati nel sonno da due persone? Mi sa tanto che il suo congegno ha qualche falla >>. Julienne stava facendo di tutto per temporeggiare, tenendo testa all’uomo, cercando possibilmente di sottometterlo. Sapeva che lui avrebbe dovuto agire di lì a pochi minuti, ma sapeva anche che Tobey stava arrivando, e che sicuramente Isabelle e Max avevano già chiamato la polizia. << Non è possibile. Non le credo. Ho lavorato un anno a questo progetto >>. << E invece mi deve credere: secondo lei come faccio io ad essere qui, sapendo che lei vuole uccidere quest’uomo, e che lei – o qualcuno di sua conoscenza – ha fatto fuori altre quattro persone, recentemente? >>. L’uomo tirò fuori di scatto una pistola dalla tasca. << La smetta! Non le credo. Lei è della polizia, non è vero? E’ una sporca spia! >> disse, brandendo l’arma in fronte alla donna, che lottava per non perdere la calma e non far trasparire la propria paura.
<< Una macchina!!! >> esclamò Max, indicando un auto grigia che sbandò violentemente uscendo dalla curva. Era seguita da due macchine della polizia a sirene spente, che rischiarono seriamente di andare ad urtare le macchine parcheggiate. La prima macchina della staffetta, quella di Tobey, si fermò ai piedi della collina, mentre le auto delle forze dell’ordine salirono a tutta velocità la stradina, cogliendo alla sprovvista l’uomo ormai furioso, che rimase pietrificato. Tobey salì a piedi, di corsa, e Max ed Isabelle, istintivamente, lo seguirono, forti del fatto che ormai con la polizia erano pressoché al sicuro. Mentre correvano tutti a perdifiato su per il dorso della collina, iniziarono a temere il peggio, avendo sentito uno sparo. I loro dubbi vennero dissipati solamente quando raggiunsero la cima, realizzando che a sparare era stato un poliziotto, il quale aveva mirato ad una gamba dell’uomo dai capelli bianchi – ora riverso a terra – probabilmente impedendogli così, all’ultimo istante, di servirsi dell’arma. Agirono appena in tempo, perché un istante dopo il treno sfrecciò rumorosamente a tutta velocità a qualche metro da loro; se la polizia non fosse intervenuta, l’uomo avrebbe certamente colpito, senza farsi troppi scrupoli circa la presenza di un’estranea. Julienne era rimasta in disparte, pietrificata sul posto da lei occupato, con gli occhi fissi sull’uomo sofferente, ormai disarmato. Un poliziotto chiamò immediatamente un’ambulanza, mentre gli altri si accingevano a perquisire l’auto dell’uomo. Tobey si avvicinò agli agenti, e finalmente ebbe la possibilità di visionare con i propri occhi la fonte da cui era scaturita l’onda intercettata da Isabelle e Max: un enorme cervellone elettronico era sistemato nel bagagliaio dell’auto, collegato sommariamente ad un telefono posizionato al posto della radio. Quando un agente lo attivò, immediatamente tutti accusarono un forte mal di testa che li costrinse a spegnere rapidamente il congegno. Tobey avrebbe dato un occhio per poterne studiare le componenti e il funzionamento, ma purtroppo si sarebbe dovuto limitare ad attendere un resoconto sommario redatto da qualche giornalista poco addentrato nella questione. Max ed Isabelle si avvicinarono lentamente alla dottoressa, accertandosi che stesse bene. Lei scosse il capo affermativamente, e senza aggiungere altro raggiunse l’uomo. << Perché? >> chiese semplicemente, accovacciandosi accanto a lui, ritrovando il tono affabile di sempre, quasi come se non avesse avuto puntata addosso, fino a qualche minuto prima, un’arma. L’uomo strinse i denti per il dolore; poi, ansimando, rispose: << Vendetta. Ho perso tutto; questo era tutto quello che mi teneva ancora in vita: la vendetta >>. Non fu in grado di approfondire la questione con l’uomo, a causa dell’arrivo dei mezzi di soccorso. Scoprì solo in seguito, attraverso i giornali, le confessioni del criminale. Fin da subito, però, non le fu difficile comprendere la posizione dell’uomo, lasciata intendere con quella semplice frase. La vita di ogni essere vivente si compone di tanti piccoli obiettivi da raggiungere, che ci portano a vivere proiettati nel futuro, ove siamo soliti collocare la felicità. Sono questi obiettivi futuri a tenerci in vita, e quando per qualche motivo essi vengono a mancare, è una reazione normale costruirsene di nuovi, alle volte però radicalmente sbagliati, proprio come era successo all’uomo dai capelli bianchi. E come l’ “onda” aveva fatto interferenza con i sogni di Isabelle e Max, questi desideri deviati, queste bramosie anomale, finiscono per interferire con la naturale indole umana, per la quale un omicidio è un gesto inconcepibile.
Max per mesi rimase al centro dell’attenzione all’interno della sua cerchia d’amici. Quell’esperienza lo aveva segnato. Aveva sempre vissuto alla giornata, badando unicamente a sé stesso, senza curarsi di quello che sarebbe potuto derivare dalle proprie azioni. Assistere solo mentalmente a degli omicidi lo aveva profondamente scosso. Non conosceva quegli uomini, ma la cosa che più lo sconvolse fu come, all’improvviso queste vite si spensero, cessando di avere un futuro. A lui questa possibilità – la possibilità di avere e di vivere un futuro – era stata concessa, ma mai l’aveva presa in seria considerazione, dandola sempre per scontata. Rientrato a casa, quel giorno, si ripromise di cambiare; di iniziare a lavorare su sé stesso, anche con l’aiuto della dottoressa Julienne, al fine di uscire dal pantano della mediocrità in cui aveva sempre vissuto, per cercare di costruire qualcosa di importante, ponendosi obiettivi a lungo termine più consistenti e significativi di quanto aveva fino ad allora fatto.
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Isabelle realizzò solo con il tempo la profondità dell’esperienza vissuta. Per un breve periodo della sua vita, da quando aveva incominciato a lavorare, era riuscita per una volta a togliere dal centro dei propri pensieri sé stessa, lasciando libero accesso ad eventi esterni, che non la coinvolgevano direttamente. Si era interessata di persone che non conosceva, prendendone a cuore gli assassinati, collaborando a trovare un senso alle loro morti, aiutando la dottoressa Julienne nella sua caccia al killer. Fondamentalmente, più che capire come mai avesse avuto quelle visioni delle scene del crimine, aveva desiderato fin dal primo momento capire chi fosse il responsabile di tutto ciò. Uno slancio di altruismo gratuito di cui non credeva di essere capace. Per questo motivo, anche su consiglio della dottoressa, prese delle decisioni che cambiarono definitivamente la sua vita. Decise di accantonare per un periodo il suo lavoro in un prestigioso studio dentistico, per mettere le sue conoscenze a servizio di associazioni che aiutavano persone malate con scarse disponibilità economiche. Secondo la dottoressa Julienne, questo le avrebbe permesso di ritrovare un equilibrio nella propria vita tra attenzioni da dedicare a sé stessa, e quelle da rivolgere al prossimo – anche nel caso in cui si trattasse di un totale estraneo.
Julienne venne ricompensata per il suo stacanovismo e per la sua caparbietà. Si scoprì successivamente che l’uomo era responsabile di altri reati, al quale aveva collaborato un cugino con il quale si metteva in contatto tramite l’apparecchio ancora sottoposto agli studi dei tecnici. Si scoprì che egli aveva, nel giro di poco tempo, perso la moglie, i figli e il lavoro, e che, in uno slancio di eccessivo giustizialismo, aveva deciso di vendicarsi nei confronti di quelle persone che riteneva responsabili della sua disfatta, come datori di lavoro, medici, amici di famiglia. Julienne non ebbe più la possibilità di vedere l’uomo, anche se le sarebbe piaciuto molto approfondire la sua storia personale, per arrivare alle cause dei suoi squilibri. Ella, tuttavia, non riteneva di aver compiuto nulla di così straordinario, che le valesse celebrazioni persistenti sui giornali. Per la verità, era totalmente disinteressata alle parole spese sul suo conto, ma acquistava comunque i quotidiani solo per accontentare Tobey, incredibilmente euforico per la sua acquisita popolarità, e per il fatto di essere improvvisamente l’amico di una celebrità. La vita di Julienne però, non risentì affatto dell’intera faccenda: continuò a dedicarsi anima e corpo al suo lavoro, suscitando il malcontento della sua segretaria. Le visite fuori orario continuarono ad essere la norma, così come il lavoro extra svolto a casa, su determinati casi più interessanti. A parte qualche paziente che si voleva congratulare alle volte fin troppo sentitamente con lei, nulla mutò all’interno della sua sfera quotidiana. Non riusciva proprio a comprendere il motivo di tanta euforia da parte di Tobey e l’opinione pubblica: non aveva fatto altro che seguire il suo istinto di curiosa, come aveva sempre fatto sin da bambina. Era uno spirito il suo, che la contraddistingueva da molti dei suoi freddi e distaccati colleghi; la sua curiosità, la portava ad affezionarsi ai propri pazienti e ai loro disturbi, spingendola sempre a dare il massimo in ogni circostanza. Così era stato anche con Max ed Isabelle. Se avesse lasciato tutto cadere nel nulla non avrebbe danneggiato solo sé stessa – come accade di consueto alle persone che non inseguono ciò che li anima -, bensì anche altre persone. Cosa c’era di strano in tutto questo? In fondo, la differenza tra una persona reputata brillante, e tutto il resto dell’umanità, non sta in qualche dote non comune innata o acquisita, bensì nella consapevolezza delle proprie lacune, e nella brama di cercare di colmarne il più possibile proprio attraverso un sentimento che molti tendono a reprimere: la curiosità. Prendetevela con lo Space che non me l'ha fatto pubblicare tutto in una volta |
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